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“Imagine
all the people living life in peace”.
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“Immagine” è la parola
giusta, la più adatta perché non si può far altro che altro che
immaginarlo un mondo senza guerra, dove gli uomini vivano in pace. Oggi
come allora, quando la canzone fu scritta, il mondo piange ogni giorno, il
sangue dei suoi figli, siano essi ebrei o palestinesi, afgani o di
qualsiasi altro popolo, oggi come allora il sole non tramonta senza che
l’orribile mostro della guerra non abbia mietuto le sue vittime, oggi
come allora non si contano gli uomini che crescono con l’odio fra i
denti e la violenza negli occhi e con la convinzione che uccidere i propri
simili sia giusto. |
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Oggi,
più di cinquanta paesi nel mondo subiscono ogni giorno l’orrore della
guerra e sono paesi poveri e già provati dalla fame e dalle carestie, da
situazioni politiche instabili. Questo fa pensare ai produttori di bombe e
di armi, ai “Masters of war” della canzone di B. Dylan che
rappresentando un importante fetta dell’economia, dirottano le scelte
politiche di grandi stati che noi consideriamo liberi, primi fra tutti gli
Stati Uniti spingendoli ad acquistare i loro ordigni e strumenti di morte
e ad appoggiare le guerre in quei paesi poveri sopra citati. Essi sono in
grado di far crollare l’economia e i governi di grandi paesi, per questo
esercitano una forte pressione. Infatti, sono poche le guerre che hanno
alle radici motivazioni di libertà e democrazia, questi invece sono dei
fantocci per convincere la gente che la guerra è giusta, che Dio è dalla
loro parte (B. Dylan), quando in realtà nascondono i veri motivi: la rete
di potere e di denaro. |
| Infatti
durante la guerra del Vietnam i soldati americani, all’inizio volontari,
erano stati convinti che andavano a combattere per la democrazia e per la
libertà quando invece l’america, che infatti tenne nascosto alle madri
per trent’anni il numero dei figli dispersi e caduti, era interessata
unicamente ai suoi forti interessi economici e al controllo politico di
quell’area.
Allora, come affermano Jovanotti,
Pelù e Ligabue, nessuna guerra è giusta perché nulla da’ a nessun
uomo la libertà di recidere, così come si fa con i fiori, la vita di un
uomo. E quindi “ How many times does a man turn his head, before he can hear
people cry?” Per quanti anni infatti si perpetuerà
l’indifferenza dell’uomo di fronte alla morte dei suoi fratelli e
metteremo a dormire i nostri figli chiudendoci ognuno nelle proprie case,
sapendo che aldilà del nostro mondo, dei piccoli uomini muoiono e
meriterebbero di vivere con la dignità che spetta ad ogni essere di
questa terra?
Quante madri dovranno attendere
“dietro la collina” l’arrivo dei loro figli e sperare che forse là,
dove va a finire lo sguardo, stiano vivendo e che un giorno potranno
tornare a vivere in libertà? Questa era la domanda che si poneva De
Gregori che forse sperava che il conflitto mondiale avesse potuto
insegnare qualcosa all’uomo. |
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Invece no, la “belva umana”
come la definisce Guccini, è ancora assetata di sangue e forse non si
fermerà mai. Allora le molte vite che ora “sono nel vento” non sono
servite nemmeno a fare pensare all’inutilità della guerra.
È impressionante considerare che
nonostante milioni di vittime, l’uomo abbia continuato a rubare
vigliaccamente la vita ai suoi fratelli: è come se quel triste capitolo
della nostra storia fosse stato chiuso per sempre dietro l’indifferenza
o si fosse perso nell’angolo delle cose dimenticate o troppo scomode per
essere ricordate.
Quando ancora non ero nato un
giovane pastore afro-americano guardava le stelle e diceva alla sua gente
che aveva un sogno più grande di lui: sognava che un giorno tutti gli
uomini si sarebbero ricordati di essere fratelli e che avrebbero camminato
insieme sulle strade di un mondo unito. Quello era un messaggio di
speranza e come sappiamo M.L.King ha fatto molte cose con la non violenza,
eppure era un messaggio che sorgeva da una situazione difficile e
apparentemente senza via di uscita. |
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Allora se anche in Palestina
scorre da decenni più sangue che acqua, se anche la guera e la morte
hanno bussato ad ogni povera casa, se anche quei giovani non hanno mai
visto un giorno di pace, de anche dovremo aspettare che il vento sgretoli
le montagne prima che la guerra finisca (B.Dylan), nessuno ci vieta di
sperare, anzi abbiamo il dovere di condannare le guerre e di attivarci
affinché non vengano più date armi in mano ai soldati. Nonostante
potremmo esser portati a pensare che il “Dio” del denaro e del potere
sia inattaccabile, sappiamo che, così come quel pastore ha liberato la
sua gente, così come l’America è stata sconfitta in Vietnam, così
come l’India ha ottenuto l’indipendenza con la non-violenza, ci sono
ancora speranze che l’uomo fermi quella macchina fratricida che lo
porterà all’annientamento, ci sono speranze anche se è difficile solo
da immaginare (J.Lennon).
“You
may say I’m a dreamer, but I’m not the only one. I hope some day
you’ll enjoy us and the world will be as one.”
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Alcune canzoni da noi esaminate: |